Sono passati un po’ di anni dall’ultima volta che l’associazione Astrofili Pisani Galileo Galilei ha visitato l’Osservatorio Gravitazionale di Virgo.
Ed è passato un po’ di tempo da quella prima rivelazione di un’onda gravitazionale nel settembre del 2015.
Nel frattempo ci sono stati nuovi rilevamenti, nuovi aggiornamenti del sito e anche tanti nuovi soci che non hanno mai partecipato a una visita guidata di Virgo.
Prenotiamo per 30 persone, apriamo le iscrizioni e in pochissimo tempo tutti i posti disponibili vengono prenotati. Il fascino della scienza, la consapevolezza e l’orgoglio di avere nel nostra territorio un centro di eccellenza, un laboratorio scientifico presente solo in altri 2 luoghi al mondo, alimentano la curiosità e l’interesse dei nostri soci.
Per prepararci al meglio alla visita chiediamo al Prof. Steve Shore di farci una lezione sulle onde gravitazionali. Steve, sempre disponibile, ci raccinta, in modo chiaro ma rigoroso, cosa sono le onde gravitazionali, la teoria che c’è dietro, in che modo vengono rivelate e i risultati ottenuti finora.
Sabato 11 Ottobre ci presentiamo quindi a Virgo con qualche conoscenza in più.
La visita comincia puntualissima con una presentazione teorica fatta da Giacomo, un giovane astrofisico, che ribadisce in parte i concetti che abbiamo già ascoltato da Shore e ci racconta come e da chi è stato ideato Virgo e perché si trova proprio nelle campagne di Cascina.
Dopo un’oretta inizia la visita. Oltre a noi ci sono altri visitatori. Ci dividono quindi in due gruppi e noi astrofili siamo affidati a Vincenzo Dattilo, responsabile del Dipartimento Interferometer Technology di Virgo. La nostra guida è quindi uno degli ingegneri che hanno lavorato attivamente al progetto della infrastruttura tecnologica dell’interferometro e questo si percepisce dall’entusiasmo con cui ci spiega i dettagli del funzionamento dell’interferometro e ci racconta l’importanza della cooperazione di questa struttura con i due interferometri di Ligo situati a Hanford e Livingstone per la rivelazione delle onde gravitazionali e localizzazione dell’area di provenienza.
Si comincia entrando in uno dei due bracci lunghi 3 Km.
Il nostro tutor non solo ci spiega il funzionamento ma ci racconta nel dettaglio come sono stati costruiti e le difficoltà incontrate per renderli perfettamente lineari (su 3 Km la curvatura della terra diventa significativa) e per creare il vuoto assoluto all’interno, condizione necessaria per la propagazione indisturbata del raggio laser che attraversa i bracci.
Le numerose domande poste dai nostri soci fanno capire l’interesse e la curiosità che Vincenzo riesce a suscitare.
Usciamo dal braccio e saliamo in terrazza per dare uno sguardo di insieme a questo importante sito e per vedere, purtroppo soltanto dall’esterno, la palazzina che contiene il generatore laser e lo specchio a 45° che serve per sdoppiare il raggio laser, farlo passare attraverso i due bracci e poi ricomporre il segnale per inviarlo a un sensore che in base a quello che riceve riesce a rilevare una eventuale onda gravitazionale.

L’Osservatorio è infatti in fase di rilevamento dati e la nostra presenza nella palazzina dello specchio principale creerebbe sicuramente delle interferenze invalidando i dati rilevati.
Siamo un po’ dispiaciuti ma è una buona ragione per ritornare. La nostra guida ci dice anche che questo rilevamento dati proseguirà fino a fine novembre / dicembre. Poi l’interferometro si fermerà e prima della prossima estate è in programma una lunga interruzione per una manutenzione che farà evolvere ulteriormente l’interferometro.
Fino ad oggi è stato possibile rivelare solo onde generate dalla fusione di coppie di buchi neri, di coppie di stelle di neutroni o di buchi neri con stelle di neutroni. Ma dopo il prossimo aggiornamento, che prevede modifiche strutturali, hardware e software, si stima di rendere l’interferometro molto più sensibile e di poter di rivelare onde gravitazionali generate anche da Pulsar e Supernove e magari anche l’eco del Big Bang.
L’intervento sarà quindi molto importante per il futuro di Virgo, ma costringerà il sito a un lungo stop almeno per quanto riguarda la fase di rilevamento dei dati.



Ci spostiamo quindi al Centro Controllo.
E’ sabato mattina ma qualcuno è seduto dietro a un computer e lavora. Vincenzo ci spiega che qui ci sono persone che lavorano sia di giorno che di notte e che il sistema è sempre sotto controllo.
In sala controllo, oltre a una decina di postazioni computer, ci sono un buon numero di mega schermi appesi alle pareti che monitorano il funzionamento di tutte le componenti del sistema e tracciano numerosi grafici di quanto rilevato in tempo reale.
Caselline colorate, verdi, gialle, rosse e grigie indicano lo stato di ogni componente del sistema e uno schermo più piccolo ci indica lo stato generale.
Quando entriamo lo stato è “Troubleshooting”.
I tecnici stanno infatti cercando di risolvere, collegati con progettisti in USA, un problema sul sistema.
Non riusciamo quindi a vedere in tempo reale l’acquisizione di dati validi per l’analisi, ma possiamo assistere alla fase di analisi e risoluzione di un problema.
Risoluzione avvenuta con successo perché alla fine della nostra visita il sistema sarà di nuovo in stato “Science”, quindi perfettamente funzionante e pronto per rilevare dati scientificamente validi.
Concludiamo la nostra visita nella stessa palazzina bianca e gialla da cui eravamo partiti. All’inizio però non ci eravamo soffermati su alcuni oggetti esposti.
Prima di tutto un modellino in scala per la simulazione del funzionamento dell’interferometro, poi uno specchio (realmente utilizzato in passato) che la nostra guida utilizza per spiegarci il meccanismo di sospensione usato per isolarlo da qualsiasi vibrazione.
Ma la cosa più spettacolare è sicuramente il “superattenuatore”, praticamente una catena di pendoli collegati in serie dove ogni pendolo concorre a ridurre al minimo le vibrazioni fino a arrivare a eliminarle completamente o quasi.
Questa serie di pendoli è sostenuta da una struttura che realizza un pendolo invertito, di cui la nostra guida è molto orgoglioso avendo partecipato al progetto di ideazione e realizzazione.


Tutto molto affascinante e interessante.
Il nostro viaggio nel futuro della scienza e della conoscenza termina dopo 3 ore che sono volate via, resta giusto il tempo per acquistare qualche gadget.
Autore: Francesca Paita
Contributi Fotografici: Maria Argentiero, Laura Carducci, Fabiana Fanizza, Davide Poli, Vittorio Romolini


