Sabato 9 maggio un bel gruppo di Soci dell’Associazione Astrofili Pisani Galileo Galilei si è recato, su invito dell’Associazione Astrofili di Piombino, a Punta Falcone per visitare l’osservatorio e i resti bellici di questo magnifico parco naturale.
L’accoglienza da parte dei rappresentanti degli astrofili piombinesi è stata impeccabile e molto cordiale.
Il primo incontro è stato con Roberto Masi che dopo le dovute presentazioni ci ha guidati sul sentiero che porta alla cupola, accompagnati dal profumo di mirto e della rigogliosa e ancora fiorita vegetazione del parco.
Davanti a noi uno splendido panorama malgrado il cielo molto coperto.
Sulle scalette vicino all’Osservatorio Roberto, affiancato dai tre giovanissimi Giulio Giordano Chiti, Maria Hofheinz e Giacomo Leoni, ci ha raccontato quello che saremmo a breve andati a visitare: la Batteria Navale Galezzo Sommi Picenardi, sito militare della prima e seconda guerra mondiale dove quattro grandi cannoni difendevano la zona ed altrettante “riservette” servivano da rifugi, deposito di munizioni, cucina.
Per quanto interessati, preparati e incuriositi non ci aspettavamo il vero e proprio curatissimo museo allestito all’interno di una riservetta ristrutturata a cura dell’Associazione Microcosmo e l’incredibile competenza e memoria del ricercatore storico Giampiero Vaccaro che ci ha accompagnati nella visita raccontandoci storia, eventi, aneddoti, momenti divertenti ed altri tragici vissuti dai protagonisti delle due guerre alloggiati in questa batteria.
Una visita incredibilmente suggestiva ed interessante che possiamo solo consigliare.

Dopo la visita alla batteria è stato il turno del magnifico osservatorio ricavato a partire dal 1976 da un bunker a cielo aperto quasi completamente interrato.
Dissotterrato e ripulito dai volontari che ne avevano visto le potenzialità, ne è nato un primo osservatorio dal tetto piatto ma apribile dove fu installato il primo telescopio acquistato con una colletta.
Dopo mezzo secolo (quest’anno l’associazione astrofili piombinesi festeggia il suo cinquantenario!) quel piccolo sito è diventato uno splendido osservatorio con due telescopi per le fotografie, una sala computer, una bellissima cupola apribile e rotante, un meraviglioso telescopio per l’osservazione dalla cupola, una sala riunioni sotterranea molto suggestiva, e tutto grazie al lavoro incredibile dei volontari astrofili.




Questo lungo percorso ci è stato raccontato in parte durante la visita ma soprattutto dopo aver cenato tutti insieme in pizzeria in un’atmosfera allegra.
Purtroppo il cielo completamente coperto non ci ha permesso, come tutti avremmo ovviamente voluto, osservare dalla cupola e così un altro astrofilo piombinese e socio fondatore, Paolo Volpini (che tutti invidiamo per aver assistito all’eclissi solare totale sull’isola di Pasqua) ci ha illustrato attraverso la proiezione di diverse foto tutto il percorso di recupero del bunker per arrivare al giorno d’oggi.
Un percorso di mezzo secolo in cui volontari di ogni età hanno scavato con le mani, tolto macerie, pulito, tinteggiato, costruito, lavorato in ogni momento libero inseguendo un sogno diventato magnifica realtà.
Una visita che ci rimarrà nel cuore malgrado la mancata osservazione del cielo, motivo per tornarci il prima possibile!

Autore: Anna Musolino
Contributi Fotografici: Tommaso Dittadi, Marco Meucci, Anna Musolino

