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Cronaca di un viaggio

La nostra associazione è composta soprattutto da appassionati di osservazione visuale ma è sempre stato forte il sogno di realizzare una postazione fissa, dedicata principalmente alla fotografia e magari alla ricerca.

cupola

Trovato il terreno, ad Orciatico dove sorgerà l’Astronomical Centre, dobbiamo trovare una struttura. Dopo varie discussioni e progetti di case in legno, troviamo in vendita una bella cupola di tre metri completa di elettronica ad Anguillara Sabazia. Vado a vederla, conosco Marco, il venditore, e mi convinco che è la scelta giusta. Spero. Dopo febbrili consultazioni a cavallo del nuovo anno con tutti i soci, tra entusiasmo, dubbi esistenziali e ripensamenti, decidiamo di prenderla e, particolare non da poco, di andare a prenderla!

I primi dubbi…

Una sfera di tre metri di diametro…smontata è pur sempre grossa! Dopo aver preso le dimensioni della cupola mi  rendo conto che siamo obbligati a prendere un camion con cassone aperto, il che comporta altri problemi: il fissaggio del carico, la sensibilità al vento, la pioggia… 20150116 170544

Previsioni incerte ma domenica forse il tempo è buono. Il venerdì ed il sabato sono dedicati alla frenetica raccolta di cartoni, materiali da imballaggio ma anche corde, cinghie. Svaligio l’Obi, anzi l’Obi svaligia me, con l’occorrente per fissare un elefante impazzito lungo la Parigi Dakar! Fissare una sfera non è semplice così mi attacco al telefono ed i preziosi consigli del mio amico Franco mi danno coraggio: sì, dico coraggio perché il dubbio che mi fossi infilato in una situazione più grossa di me, mi agitava il sonno, non poco! Fabio aveva portato la sua cupola, con qualche problema, al massimo per 30km su stradine extraurbane: noi dovevamo farne 350, inclusa autostrada! Ma anche: quanto spazio c’è nell’abitacolo, dove si possono fissare le corde, le cinghie passano tra sponda e pianale? Avevamo a disposizione un solo giorno ed un solo viaggio, non potevamo sbagliare né, tantomeno, rompere nulla.

Sabato mattina ritiro il camion scelto ed il gentilissimo titolare della Italnolo, Emiliano, mi presta due belle cinghie, lunghe e con tensionatore: proprio quello che ci voleva!

Si parte!

Sveglia la domenica mattina alle 6, il viaggio inizia alle 7: carico Piero ed Alberto e ci incamminiamo. Il viaggio è tranquillo ma guardiamo con preoccupazione tutti i ponti, le gallerie ed i rami sul percorso. So che è consentito arrivare a 4 metri in altezza; secondo i miei conti dovrei arrivare a 3.2 metri…ma se nel mezzo trovo un ramo più basso e fracasso tutto passandoci sotto? O un ponte? O magari ho sbagliato clamorosamente i calcoli?

Ed ora tutta questa roba dove la mettiamo?

Arriviamo più tardi del previso, alle 11:15. Appena Marco apre il cancello, ho un colpo al cuore: quanti pezzi, e quanto sono grossi!! Quanti viaggi ci vorranno mai per portarli tutti via? “Il camion è un po’ piccolino” esclama Marco, faticando a nascondere le sue perplessità. Ha ragione, temo ma trovarne uno col cassone più grosso non mi era stato possibile.

Ma non ho il tempo di perdermi d’animo che già Piero comincia a caricare le parti più ingombranti, la prima delle due semisfere laterali, che occupa poco meno della metà del cassone, messa in piedi. L’unico modo per portare tutti i pezzi è infilarli nel volume della cupola così Piero e Marco cominciano ad infilare tutti i pezzi con ordine: si vede già che i più portati all’impacchettamento sono loro.

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Al momento di mettere la seconda semisfera, ovviamente la sponda non si chiude. Per pochi millimetri ma non si chiude. Non si può forzare, la vetroresina non ama essere compressa e piegata…rischiamo di dover lasciare due binari per terra, lunghi 2.5 metri! Meno male Marco riesce a trovare il modo di infilarli dentro! La fase successiva, lunga e meticolosa, è quella di imbottire e proteggere tutti i punti che possono rompersi. Io e Piero dentro la cupola e Alberto fuori riempiamo ovunque di cartoni, pluriball, scotch.…

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Legare il carico, cosa che mi aveva procurato diversi incubi (già immaginavo pezzi volanti per la strada, con conseguente effetto terroristico sugli altri automobilisti), si rivela relativamente semplice: con 3 cinghie tirate a dovere il carico, già molto stabile di per sé, non si muove e non è nemmeno troppo alto…e meno male, come vedremo alla fine! Dopo appena tre ore, accendo il camion e mi muovo con circospezione, temendo scricchiolii e rumori sinistri ma tutto tace.

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Inizia il viaggio di ritorno e…la fortuna presenta il conto!

Salutiamo Marco e partiamo. I vari controlli eseguiti lungo il tragitto non rivelano allentamenti o movimenti, tutto procede bene, a parte la gimcana con cui tento di schivare le innumerevoli buche sulla strada. E gli occhi stralunati delle persone che vedono questo strano oggetto.

Sembra tutto ok: abbiamo portato tutti i pezzi, il carico non si muove…cosa può succedere? Un po’ di tutto….

1) si fulmina un anabbagliante del camion (e vabbé..)

2) mi chiamano in sequenza Enzo e Fabio avvertendomi che l’ultimo tratto di strada per il terreno dove dobbiamo depositare la cupola è diventato un pantano quindi non è transitabile col camion; dovremo scaricare tutto a casa di Enzo, poco distante. A me basta arrivare tutto intero sino a lì, penso io…poi la porto a mano!

3) Il fido navigatore decide che la strada più corta per arrivare ad Orciatico è tagliare da Grosseto e Follonica per Pomarance. Sapendo che si tratta di una strada tanto bella quanto tortuosa, lo ignoro, ma questa avvisaglia avrebbe dovuto farmi capire che scherzo mi avrebbe tirato dopo. Diligentemente usciamo a Cecina e seguiamo per Volterra sino a quando…il navigatore decide di farmi uscire a San Martino. Sono ormai le 19:00 Io lo seguo, nella mia testa non c’è altra strada che non quella che passa a Saline di Volterra. Eppure… non torna. Penso, forse dovrei dire ingenuamente spero, che questa famigerata “via dell’artigianato” sia soltanto una via che aggira il paesello. Invece la strada si inerpica per tornanti circondati dai boschi, nel buio assoluto: ma artigianato di cosa?? Qui si possono coltivare solo lupi mannari e cinghiali!! Fermo ad un semaforo (dovuto al tratto di strada parzialmente crollato…), controllo il navigatore e vedo, con orrore, una strada tortuosa come  l’intestino tenue passare tra boschi e montagne!!

percorso

Mancano appena 35km all’arrivo che, ottimisticamente, percorrerò alla stessa velocità media. Sempre che non incontri un arco romano sotto il quale non riesco a passare; sempre che non spacco la cima della cupola contro un ramo o che spacco tutto lungo la strada semplicemente disastrata. Scelgo di continuare, cercando di avvertire Giovanni e Davide, che erano ad Orciatico per aiutarci a scaricare il camion, che avremmo fatto tardi, quando avremo trovato un punto di rete mobile! Riparbella, Castellana Marittina, poi un bosco nero pesto e strade sempre dritte come un fusillo. Meno male che il carico è stato legato bene, altrimenti quest’ultimo tratto sarebbe stato un’odissea. Arrivati a “I Gulfi”, la strada finalmente diventa dritta e sbuco…a “La Sterza”!! Ma che cavolo ci faccio quassù? Ormai è tardi per recriminare, cerco di arrivare alla svelta ad Orciatico…e quando si ha fretta…

Arrivo al paese e…si accende la spia della riserva. Quanti km farà un Daily in riserva? E quanti ne consumerà a fare in prima, a passo d’uomo, una stradina sterrata in salita? L’ultimo tratto maledetto, arrampicandomi per i monti, mi ha fatto consumare molto di più rispetto a quanto avevo calcolato. Ok, facciamo presto e…sbaglio la  strada per andare da Enzo, vado troppo avanti e mi trovo…a dover fare marcia indietro, al buio, in una stradina di campagna. Non posso che seguire le indicazioni di Piero ed Alberto e pian piano tornare indietro. E intanto il gasolio scende…

Arrivo, non riesco nemmeno ad incavolarmi abbastanza, scarichiamo la cupola, che fortunatamente appariva intera, illuminati dai fari della macchina di Enzo.

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Veloci saluti, ormai è tardi, riparto e pian piano raggiungo il primo distributore. E' fatta!

Un grazie sincero a tutti: a Piero ed Alberto per avermi accompagnato; a Davide e Giovanni per avermi aiutato a scaricare; ad Enzo per l’ospitalità; a Marco per la gentilezza e disponibilità, a tutti i soci per avermi dato la forza, o l’incoscienza, per andare avanti. Ma grazie anche a Fabio per avermi trovato la cupola in vendita e per aver sempre risposto alle mie mille domande, ad Emiliano dell’Italnolo per le cinghie e per aver risposto ai mille dubbi sui mezzi, a Franco per i consigli e la fiducia, ed alla mia ragazza per aver sopportato tutte le volte che le parlavo di questa fantomatica cupola ed a tutti quelli che si butteranno in questo progetto!

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